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Hotel Italia: hotel 3 stelle a Siena vicino al centro storico della città del Palio
toscana (siena) siena

pubblicato il 21/04/2016 09:44:12 nella sezione "Territorio"
Sei in cerca di un albergo a Siena ospitale, conveniente e ideale per scoprire la strepitosa bellezza artistica della città del famoso Palio con la massima comodità? Allora valuta l'idea di prenotare un soggiorno all’Hotel Italia, accogliente hotel 3 stelle a Siena situato vicino al centro ma fuori dalla ZTL. L'Hotel Italia è un albergo ideale per coppie e gruppi che cercano una base strategica per scoprire le bellezze della città ed inoltre l'Italia è uno dei migliori hotel pet friendly a Siena dove gli amici animali sono sempre i benvenuti!

Tutti i vantaggi di un soggiorno a Siena all'Hotel Italia

Ubicato a poche centinaia di metri da Porta Camollia, storico accesso alla zona centrale della città, l'Hotel Italia Siena offre ai gentili ospiti i seguenti vantaggi:

- Ottimo rapporto qualità/prezzo durante tutto l'anno.

- Parcheggio privato facilmente raggiungibile (l'hotel è fuori dalla ZTL).

- Ricca colazione a buffet con prodotti dolci, salati, gluten free e vegani.

- Connessione Internet Wi-Fi (gratis per prenotazioni dirette).

- Vicinanza con stazione ferroviaria e fermate dei bus.

- Prossimità con negozi e ristoranti del centro storico.

- Esclusiva e romantica Love Room per coppie e innamorati.

Oltre a tutti i benefit elencati sopra, chi sceglie la comodità di un soggiorno all'Hotel Italia può anche fruire di servizi aggiuntivi quali la possibilità di servirsi della piscina e del ristorante dell'Hotel Garden, un hotel partner ubicato a soli 600 metri.

Un Hotel 3 stelle a Siena per coppie di innamorati

Nell'ottica di prenotare un soggiorno in questo hotel tre stelle a Siena è possibile scegliere tra tipologie di camere Standard, Superior, Executive, Junior Suite e la caratteristica Love Room.

Tutte le camere dell'Hotel Italia si caratterizzano per pulizia, comodità, ariosità e dispongono di agi quali Aria Condizionata, WI-FI, Cassaforte, Minibar, TV SAT in Inglese, Spagnolo, Portoghese, Francese, Tedesco e Canali Sky gratuiti.

Tutte le coppie che sono alla ricerca di un originale nido d'amore per trascorrere una romantica notte a Siena possono prenotare la Love Room, esclusiva sistemazione per innamorati comprensiva di arredi tematici e di dettagli esclusivi quali Bottiglia di Prosecco, Biscottini dell’Amore, piccante “Love Kit”, Compilation musicale con canzoni d'amore, cuscini “Innamorati” e tante altre dotazioni che lasciamo scoprire a chi deciderà di passare una o più notti in questa deliziosa suite.

Al mattino, dopo un comodo riposo e prima di andare alla scoperta delle meraviglie artistiche di Siena, tutti gli ospiti dell'Hotel Italia possono fare una ricca colazione a buffet impreziosita anche dalla disponibilità di cappuccino di soia, prodotti vegan e alimenti gluten free.

Un Hotel pet friendly a Siena per vacanze con animali in Toscana

Questi sono 3 importanti fattori che fanno dell'Hotel Italia un hotel pet friendly che, oltre ad essere ideale da prenotare per trascorrere le vacanze in compagnia dei propri amici animali, ha a cuore tutti gli aspetti che riguardano la tutela stessa degli animali:

- Animali ammessi in hotel. All'Hotel Italia i cari amici a 4 zampe sono sempre i benvenuti. Per loro è prevista una sistemazione con cuccia, ciotole ed anche un gustoso snack di benvenuto!

- Alimenti vegan per colazione. Come già accennato, la prima colazione all'Hotel Italia include alimenti per ogni gusto, tra i quali i prodotti vegani, ovvero tutti quei prodotti la cui provenienza non è in nessun modo di origine animale.

- Linea di cortesia Cruelty-Free. Il kit di cortesia nelle camere è composto da cosmetici di alta qualità, a base di estratti naturali e non testati sugli animali.

Cosa vedere durante un soggiorno all'Hotel Italia a Siena

L'Hotel Italia è una base strategica per scoprire tutte le bellezze artistiche e architettoniche di Siena. Infatti, ribadiamo ancora una volta che l'Hotel si trova vicino alla stazione ferroviaria, in prossimità delle fermate dei bus e a poche centinaia di metri dall’accesso alle mura storiche senesi.

Per fare un esempio pratico, dall’Hotel Italia la famosa Piazza del Campo è raggiungibile con una piacevole camminata che in soli 20 minuti vi porterà da Porta Camollia alla famosa piazza a forma di conchiglia attraverso le vie del centro storico, dove negozi ed altre bellezze artistiche faranno da contorno alla Vostra passeggiata.

Per escursioni fuori città invece c’è una vastissima scelta di destinazioni. La provincia di Siena infatti comprende 4 Patrimoni dell'Umanità UNESCO (i centri storici di Siena, San Gimignano, Pienza, e la zona della Val d'Orcia), ma anche 7 siti termali per trascorrere dei momenti e delle ore di puro relax.

Oltre a questo da Siena è possibile andare a degustare un buon bicchiere di vino in Chianti, a fare del sano trekking e delle belle gite in bicicletta in Val d’Arbia, ad immergersi nella caratteristica natura delle Crete Senesi oppure a fare una girata nei graziosi centri della Val d’Elsa.

Da Siena inoltre, in circa un'ora di auto, sono facilmente raggiungibili numerose località balneari della provincia di Grosseto quali Marina di Grosseto, Principina a Mare e Castiglione della Pescaia.

Per un soggiorno in coppia o con la famiglia, l'Hotel Italia è un hotel a Siena di categoria 3 stelle che offre un ampio ventaglio di vantaggi, servizi e possibilità, ed una struttura sempre pronta ad accogliere i gentili ospiti con cordialità e professionalità.
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I 10 BORGHI DA VISITARE ASSOLUTAMENTE IN TOSCANA
Per il tuo week – end di relax in Toscana

pubblicato il 18/09/2014 17:33:26 nella sezione "Territorio"
A cura di Alessandra Conforti
"La campagna toscana è stata costruita come un'opera d'arte da un popolo raffinato, quello stesso che ordinava nel '400 ai suoi pittori dipinti ed affreschi: è questa la caratteristica, il tratto principale calato nel corso dei secoli nel disegno dei campi, nell'architettura delle case toscane. È incredibile come questa gente si sia costruita i suoi paesaggi rurali come se non avesse altra preoccupazione che la bellezza. - Henri Desplanques

Una vacanza in Toscana è sicuramente l’ideale per chi vuole rilassarsi e concedersi una vacanza fra le meraviglie che questa regione d’Italia sa offrire. Qui tutto è meraviglioso, dai paesaggi all’architettura, dal vino che nasce nei filari ordinati alla cultura che qui si respira. Tutto è arte, tutto qui nasce all’insegna del bello. Fra i vari itinerari che qui è possibile scoprire, ce n’è uno in particolare che appassiona visitatori da ogni parte del mondo, una terra di confine che si estende a sud, fra la famosa Val d’Orcia e la rinomata Valdichiana. Qui borghi di grande bellezza si stagliano fra le dolci verdi colline e i paesaggi ocra e vale davvero la pena ritagliarsi qualche giorno per visitare questa zona facilmente raggiungibile dalle più importanti città dell’Italia centrale come Roma, Firenze o Perugia. Di seguito i 10 borghi più belli da visitare in questa zona, non inserite in ordine di bellezza perché troppo difficile sarebbe stilare una classifica in questo senso.
1.Pienza, la città ideale voluta da Papa Pio II
2. Montalcino, dove nasce uno dei vini più rinomati al mondo: il Brunello
3. San Quirico d’Orcia, famoso per i suoi Horti Leonini e per i suoi paesaggi divenuti simbolo della Toscana nel mondo
4. Bagno Vignoni, il particolarissimo paese sviluppato intorno a una vasca dove sgorgano acque termali
5. Castiglione d’Orcia, con la sua scenografica Rocca a Tintinnano
6. Cetona, elegante e raffinata cittadina ricca di storia, arte e cultura
7. Chianciano Terme, conosciuto per le sue acque termali dai poteri curativi e le sue Terme Sensoriali, uniche in Italia
8. Montepulciano, dove il famoso Vino Nobile si intreccia con la cultura di una cittadina sviluppatasi in epoca Umanista
9. San Casciano dei Bagni, che accoglie i visitatori con il suo Castello e i suoi angoli caratteristici
10. Chiusi, la famosa città di origine etrusca, dove ancora oggi troviamo tracce del Lucumone Porsenna






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Bagno Vignoni (Siena)
toscana (siena) san quirico d'orcia

pubblicato il 14/08/2014 09:00:00 nella sezione "Territorio"
Bagno Vignoni è una frazione di 30 abitanti (censimento 2001) appartenente al comune di San Quirico d'Orcia, in provincia di Siena, a 306 m s.l.m.

Il villaggio sorge nel cuore della Toscana, all'interno del Parco Artistico Naturale della Val d'Orcia e grazie alla vicinanza con la via Francigena (il percorso principale seguito nell'antichità dai pellegrini che si recavano a Roma) le acque che sgorgano in questo luogo vennero utilizzate fin dall'epoca romana a scopi termali.
Al centro del borgo si presenta la "Piazza delle sorgenti", una vasca rettangolare, di origine cinquecentesca, che contiene una sorgente di acqua termale calda e fumante che esce dalla falda sotterranea di origini vulcaniche. Fin dall'epoca degli etruschi e poi dei romani - come testimoniano i numerosi reperti archeologici - le terme di Bagno Vignoni sono state frequentate da illustri personaggi, come Papa Pio II, Santa Caterina da Siena, Lorenzo il Magnifico e tanti altri artisti che avevano eletto il borgo come sede di villeggiatura.
Caratteristica di Bagno Vignoni, oltre alle acque termali, è la sua struttura che, nonostante i numerosi episodi di guerra, devastazioni ed incendi che coinvolsero la Val d'Orcia nel corso del Medioevo, è rimasta da allora sostanzialmente immutata nel tempo. Da Bagno Vignoni si può facilmente raggiungere e visitare i vicini centri di Pienza e Montalcino e in generale l'intera Val d'Orcia e il Parco del Monte Amiata.
Le acque che fuoriescono dalla vasca termale si dirigono verso la ripida scarpata del Parco naturale dei Mulini. Qui, immersi nella macchia mediterranea, si trovano quattro mulini medievali scavati nella roccia che furono molto importanti per l'economia locale in quanto la perenne sorgente termale garantiva il loro funzionamento anche in estate, quando gli altri mulini della zona erano fermi a causa dei fiumi in secca[1].

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Il crocifisso di Antonio da Sangallo esposto all’Abbazia di Spineto
toscana (siena) sarteano

pubblicato il 12/12/2013 08:25:57 nella sezione "Territorio"
Restauro ad opera di privati. Gli orari i cui sarà visibile al pubblico

SARTEANO (Siena) – Da ieri (domenica 8 dicembre) il crocifisso di Antonio da Sangallo (XVI secolo) è esposta nella chiesa dell’abbazia di Spineto dopo l’opera di restauro, resa possibile dall’intervento economico di Franco Tagliapietra e Marilisa Cuccia.

Il crocifisso è stato attribuito solo di recente ad Antonio da Sangallo, e subito recuperato grazie all’intervento privato: oltre a quello dei signori Tagliapietra e Cuccia, proprietari del centro studi e convegni di Spineto, ha collaborato fattivamente chi ha fornito l’impianto di sicurezza (Elettroemporio di Chiusi, l’elettricista Paolo Terrosi di Sarteano), e la teca espositiva (Acrilong di Perugia). Mary Lippi di Montepulciano è stata incarica del restauro di un crocifisso che si caratterizza per la resa anatomica esasperata e vibrante, con una forte tensione espressiva, e che ora si mostra nei suoi veri colori. Questa è un’opera piccola per dimensioni (43 centimetri per 43), ma grande per il suo valore artistico. Merita dunque di diventare uno dei simboli di una Sarteano che si riscopre scrigno di bellezze di ogni epoca: dalle tombe etrusche al castello, dalle chiese alle opere d’arte rinascimentali. “Da tali punti di riferimento – osserva il sindaco Francesco Landi – riparte la nostra identità, pensando a una piena valorizzazione di Sarteano e della sua comunità”.
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Le Vie Cave di Pitigliano

pubblicato il 14/10/2013 10:26:51 nella sezione "Territorio"

"Usciamo leggermente fuori Provincia per accompagnavi in uno dei territori più suggestivi della Toscana grossetana: Pitigliano e le sue Vie Cave


Si tratta di Vie scavate nel tufo, con pareti spesso alte anche venti metri, alcune lunghe circa un chilometro, dalla larghezza di circa due o tre metri, in alcuni tratti chiuse in alto dalle fronde degli alberi che formano una verde ed ombrosa galleria. Il microclima di questi ambienti umidi ed ombrosi permette la vita all’interno delle Vie Cave a muschi, licheni e felci. Sul fondo sono evidenti i segni degli zoccoli degli asini che per secoli vi hanno transitato, quali mezzi di trasporto che accompagnavano gli uomini a lavorare la campagna.
Questi spettacolari e suggestivi percorsi tracciati dagli Etruschi scavando la viva roccia, perché sono stati realizzati?
Erano solo vie di comunicazione, come sostengono alcuni, o percorsi sacri?
Non è facile dare una risposta, però è indubbio che in prossimità di ogni Via Cava sono state rinvenute necropoli, più o meno numerose.

L'articolo è tratto dal Sito del Comune di Pitigliano

Per maggiori informazioni www.comune.pitigliano.gr.it


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Da Vedere a Cetona

pubblicato il 12/10/2013 10:09:49 nella sezione "Territorio"
Cosa vedere a Cetona, uno dei borghi più belli d'Italia che offre ai suoi turisti una visita da non perdere assolutamente...


PIAZZA GARIBALDI
Arrivando a Cetona il visitatore ha accesso al borgo da una magnifica piazza di forma rettangolare, oggi dedicata a Giuseppe Garibaldi, realizzata nel XVI secolo da Gian Luigi Vitelli, detto Chiappino, nominato marchese dai Medici. Egli volle costruire un nuovo accesso al borgo medievale dando più respiro all'architettura del luogo, tanto che colpisce il fatto di trovare una piazza così grande in un abitato così piccolo.

Circoscrivono lo spazio alcuni notevoli edifici, quali l'antico Palazzo Vitelli, l'ex chiesa SS. Annunziata, la chiesa San Michele Arcangelo e le Logge.


CHIESA DELLA COLLEGIATA
Sorta tra il XII e XIII secolo, questa chiesa deve il suo fascino particolare alla compresenza di più stili architettonici. In origine ebbe una sola navata, ma poi fu ampliata nel secolo XVI. Sul lato destro si possono vedere tre finestre in stile gotico e, sotto la prima, si può notare il portale romanico. La facciata risale invece ad epoca rinascimentale. All'interno è possibile ammirare alcuni affreschi del tardo Quattrocento tra i quali spiccano una Madonna con Bambino e un Santo di un artista anonimo e una bellissima Madonna Assunta attribuita alla scuola del Pinturicchio.

CONVENTO S. FRANCESCO E ROMITORIO DI SANTA MARIA IN BELVERDE
Allontanandoci dall'abitato e dirigendoci verso la strada che costeggia la montagna, troviamo il convento di San Francesco, risalwente al 1212 immerso in una suggestiva cornice naturale.

Da non perdere anche il Romitorio di Santa Maria in Belverde e l'annessa chiesa su due livelli, divisa in tre oratori. All'interno sono presenti pregevoli affreschi della seconda metà del XIV secolo. Le due strutture sono oggi sede della "Comunità Mondo X".

CAMPORSEVOLI
Una punta rocciosa si staglia contro il cielo, in Toscana, quasi al centro d'Italia, dove ancora oggi sorge un palazzo imponente: chi mai sospetterebbe che in ere lontanissime, così lontano dalla costa, questo sia stato un fondale marino? Eppure i tanti reperti fossili, conchiglie e concrezioniche affiorano dal terreno un po' ovunque, testimoniano le vicissitudini geologiche del posto.

Camporsevoli è da sempre stato considerato un sito strategico, un punto di avvistamento privilegiato e anche un luogo di ottima vivibilità rispetto alla sottostante Val di Chiana, in altri tempi palude malsana.

Oggi è un piccolissimo borgo fortificato che mantiene perfettamente visibili i tratti di castello difensivo ma la sua storia è molto più antica visto che già 2500 anni fa qui era un importante insediamento etrusco, come testimoniano un'infinità di reperti venuti alla luce durante le tante campagne di scavo dell'800.


Questi sono solo alcuni dei punti di interesse turistico a Cetona per maggiori informazioni www.cetona.org
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Bandiere arancioni e Bosco Isabella
toscana (siena) radicofani

pubblicato il 11/10/2013 08:22:25 nella sezione "Territorio"
Radicofani valorizza se stessa
Visite guidate esclusive per l’intera giornata e un convegno

RADICOFANI. Nella giornata delle Bandiere arancioni, sabato 12 ottobre, Radicofani svela le sue bellezze. Lo fa al mattino, con una serie di visite guidate in luoghi straordinari o normalmente chiusi al pubblico (come palazzo Luchini), e al pomeriggio con un convegno promosso dal Comune e dalla Fondazione dei musei senesi sul giardino romantico-esoterico del bosco Isabella.

Si comincia alle 9, con la visita al complesso mediceo della Posta "Osteria grossa" (con la bella fontana di fronte), dove hanno soggiornato Mozart, Dickens, Pio VII, Cosimo II dei Medici e tanti altri personaggi. Quindi, visita al Bosco Isabella, al Borgo di fonte Grande, e a palazzo Luchini, dove hanno soggiornato i più bei nomi della cultura italiana (basti citare Simi, Rosai, Fattori, De Chirico, D'Annunzio, Malaparte). In conclusione, intorno alle 12,45, visita ai crolli lavici del vulcano di Radicofani. Dopo la pausa pranzo si andrà alla scoperta del borgo medievale di Radicofani, e ai ruderi di Castel Morro. Per finire (ore 17,30) chiusura della giornata con la scoperta della Fortezza grande, la fortificazione più grande del centro Italia. Il Comune sarà lieto di offrire ai partecipanti un "sacchetto della qualità" con materiale informativo sul territorio. Prenotazioni fino al 12 ottobre al numero 3355913268.

In contemporanea, a partire dalle 16, al teatro comunale Costantino Costantini, grandi esperti come Giorgio Conti, Claudio Bonvecchio, Maria Mangiavacchi, Ettore Pacini, Francesco Paolo Campione si confronteranno sulla valorizzazione del bosco Isabella. Coordinerà l’incontro Stefano Bisi. Questo straordinario luogo è un giardino romantico–esoterico, su due ettari e mezzo di terreno, realizzato agli inizi del Novecento da Odoardo Luchini, arricchito da sua moglie Isabella e dalla loro figlia Matilde, poi diventato parco pubblico. È stato creato seguendo il principio dell’armonia con la natura, integrando l’architettura con il paesaggio locale e valorizzando i resti di una costruzione etrusca e quelli di un fortino senese a controllo della Francigena. Inoltre, al suo interno è stato ricreato un percorso iniziatico ricco di significati attuali.

La giornata di studi intende affrontare idee per la sua ulteriore valorizzazione, nell’ottica della interdisciplinarità e dell’utilizzo delle più avanzate tecnologie. I lavori, coordinati dal giornalista Stefano Bisi, saranno aperti dall’intervento di Giorgio Conti (Archivi della sostenibilità, Università Ca' Foscari di Venezia) Genio naturale vs natura architettata. L’aporia dei giardini storici. A seguire Claudio Bonvecchio (Professore Ordinario di Filosofia delle Scienze Sociali, Università degli Studi dell'Insubria di Como) parlerà di Senso e modernità dell’alchimia, mentre Maria Mangiavacchi (Storica dell'arte e funzionario della Soprintendenza per i Beni storici artistici ed etnoantropologici di Siena e Grosseto) racconterà Storia e arte del Bosco Isabella. Ettore Pacini (già docente di Botanica e biologia vegetale all'Università di Siena e socio dell’Accademia dei Lincei) analizzerà Perché e in che maniera nasce un giardino: il caso del Bosco Isabella, mentre l’intervento di Francesco Paolo Campione (direttore del Museo delle cultura di Lugano e professore di Antropologia culturale all'Università degli Studi dell'Insubria di Como) sarà incentrato sul luogo dell’emozione dei sensi. In conclusione, Luigi Di Corato, direttore generale della Fondazione musei senesi), parlerà di Tradizione e nuove tecnologie per un progetto di valorizzazione.

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Da Non Perdere a Siena

pubblicato il 10/10/2013 16:06:46 nella sezione "Territorio"
Siena è sicuramente una delle città più belle della Toscana e dell'Italia tutta e un turista che arriva in questa città per la prima volta rimane stupito e ammirato da tutte le sue bellezze e dal fascino che emana. Fra le varie visite però non dovrebbero mancare alcuni luoghi di grande prestigio artistico. Ecco per voi alcuni suggerimenti.

Il Duomo e la sua piazza

La facciata del Duomo, iniziata alla fine del Duecento da Giovanni Pisano, ci offre tutta la sua spettacolare bellezza grazie al recente restauro. A destra, nella piazza Jacopo della Quercia, i resti del “Duomo nuovo”, che i Senesi cercarono di costruire prima che la peste del 1348 e il cedimento del suolo li costringessero a abbandonare il progetto. Il facciatone del “Duomo nuovo”, accessibile dal Museo dell’Opera, salendo 130 scalini, offre un bellissimo panorama della città. Il pavimento del Duomo è una “Bibbia per immagini” con 56 riquadri di marmo a intarsi e graffiti eseguiti fra il 1369 e il 1547 su disegno di grandi artisti come Matteo di Giovanni e Domenico Beccafumi. A sinistra la “Libreria Piccolomini” e all’interno delle navate le opere dei più grandi scultori italiani: Nicola Pisano, Donatello, Michelangelo e Bernini.

Complesso Museale di Santa Maria della Scala
Era uno dei più antichi ospedali del mondo sorto lungo la Via Francigena per dare assistenza ai pellegrini che andavano a Roma. La sua istituzione si deve ai canonici del Duomo anche se la leggenda parla del calzolaio Sorore morto nell’anno 898 d.C. Il ciclo pittorico della Sala del Pellegrinaio racconta la vita dell’Ospedale che si occupava di fornire le cure mediche ma anche l’assistenza ai bambini abbandonati chiamati “gettatelli”. Oggi è un Complesso museale che ospita esposizioni permanenti, mostre e conferenze.Nei seminterrati del Santa Maria della Scala troviamo l’Oratorio di Santa Caterina della Notte dove, secondo la tradizione, Santa Caterina si recava dopo aver assistito gli infermi, per riposare su un giaciglio visibile da una finestrella sulla parete sinistra. I sotterranei ospitano il museo archeologico in un labirinto di sale e cunicoli scavati nel tufo.

Palazzo Pubblico Museo Civico
Simbolo dell’indipendenza e della ricchezza di Siena, è uno dei più importanti esempi di architettura gotica civile nel mondo. Il Palazzo è uno scrigno di capolavori d’arte. Alcune delle sale più belle appartengono al Museo Civico e sono aperte al pubblico: la sala del Mappamondo con la conquista del castello di Giuncarico ultima opera di Duccio di Buoninsegna (1315 - 1320), la Maestà (1315-1321) e il Guidoriccio (1328 - 1329) di Simone Martini. Ci sono la Cappella interna, la Sala del Concistoro e la Sala della Pace con le immagini del Buono e Cattivo governo affrescate da Ambrogio Lorenzetti (1338-39) dove è possibile vedere la città medioevale con le sue botteghe e i suoi artigiani. Al centro dell’Allegoria del Buon Governo, una donna vestita di bianco distesa su un’armatura è l’emblema universale della Pace scelto dall’Unesco.
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Etruschi a Figline Valdarno nuovi scavi con il contributo dei Lions Toscani,
toscana (firenze) figline valdarno

pubblicato il 05/10/2013 09:41:30 nella sezione "Territorio"
a cura di Roberta Capanni

Gli Etruschi, un popolo per alcuni versi ancora misterioso, insediato soprattutto in Toscana, Lazio e Umbria settentrionali, con alcune propaggini anche in Campania, Emilia-Romagna e Lombardia. Varie le tesi sulla loro provenienza italica (Dionigi di Alicarnasso), orientale, cioè da una regione dell’Asia Minore (Erodoto) e settentrionale, cioè dall’Europa centrale (Livio).
Il confronto fra il DNA mitocondriale dell’attuale popolazione toscana e quello estratto da ossa scoperte in alcune tra le tombe più datate, ha dimostrato che gli Etruschi non sono arrivati dall’Anatolia, come invece sosteneva Erodoto ma, a sostegno della tesi di Dionigi di Alicarnasso, erano una popolazione autoctona italica. Nella Tuscia gli Etruschi nel 9° secolo a.C. costituirono varie città- Stato dedicandosi all’agricoltura, all’attività mineraria e al commercio con grande successo che, nel fra 8° e il 7° secolo, li portò all’espansione territoriale e marittima fermata, in ultima analisi, da Roma. Anche se oggi i molti ritrovamenti hanno svelato molto di questa popolazione tanto rimane da esplorare ed ogni nuovo ritrovamento può aprire vie a nuovi studi.

"Proprio in questi giorni, grazie al contributo dei Lions Toscani, sono ripresi gli scavi, in un sito fermo dal 2005, a Figline Valdarno in provincia di Firenze in Località La Rotta. I reperti rinvenuti nelle campagne di scavo precedenti a quella attuale avevano riportato alla luce manufatti di pregio che hanno evidenziato la presenza nell’area di personaggi di alto rango.

Ciò che è stato individuato nell’area non è una sepoltura ma un fabbricato in pietra che denota, appunto, il valore dell’insediamento. L’ area oggetto di scavo risulta abitata fin dal VII sec. a.C. e anche in età romana, come si rileva dalle stratificazioni. Probabilmente su questa collina, che guarda verso la vallata, si trovava un centro abitato, posto sulla riva sinistra dell’Arno. Una posizione strategica, al crocevia tra la direttrice di traffico costituita dall’Arno ed un percorso di lunga distanza che connetteva il Valdarno superiore e il Pratomagno, con gli insediamenti etruschi dell’area maremmana.

La campagna di scavi di Figline ha una grande rilevanza anche perché nasce da una sinergia tra pubblico e privato, tra la Soprintendenza, il Comune, L’Archeo club del Valdarno che con i propri volontari si impegna giornalmente e un’Associazione Internazionale nella sua declinazione distrettuale.

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Cosa vedere assolutamente a Firenze
toscana (firenze) firenze

pubblicato il 02/10/2013 08:42:09 nella sezione "Territorio"
a cura di Chiara Rappa.
"Ecco a voi le dieci bellezze assolute da vedere a Firenze, senza le quali non si può dire di aver visitato la città.

1: Se capitate nella meravigliosa culla del sommo poeta non potete non ammirare la maestà che regna sulla piazza Duomo dove si erge la cattedrale di Santa Maria del Fiore, adornata dalla imponente cupola di Filippo Brunelleschi. Affiancata dal Campanile di Giotto e situata di fronte al Battistero di San Giovanni, questa è la prima tappa assoluta da fare a Firenze. È il simbolo della città e dei suoi abitanti.

2: Altro emblema di Firenze è il magnifico Ponte Vecchio, il quale oggi ospita ai suoi lati una lussuosa via di botteghe di orafi. Il ponte inoltre è sovrastato da una parte del bellissimo Corridoio Vasariano, altra attrazione da non perdere.

3: Il Corridoio Vasariano, costruito da Giorgio Vasari nel 1565 per volontà dei Medici, collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti ed è oggi adornato da un’esposizione di Autoritratti e importanti raccolte di dipinti risalenti al Seicento e al Settecento.

4: Per accedere al Corridoio occorre passare dal Museo degli Uffizi, quarta tappa obbligata del nostro viaggio attraverso la città. Ospita opere dal valore inestimabile, la cui datazione varia dal XII al XVIII secolo, che ripercorrono la storia artistica della città, con artisti della mole di Cimabue, Michelangelo, Leonardo da Vinci e i maggiori esponenti dell’arte toscana e fiorentina.

5: Imperdibili Palazzo Vecchio, sede del comune e di un interessante museo, e la bellissima piazza che esso sovrasta,

6: Piazza della Signoria, abitazione di molteplici statue, come quelle della Loggia dei Lanzi oppure l’adornatissima Fontana di Nettuno.

7: Altro “must” è Palazzo Pitti, splendida reggia di quello che fu il Granducato di Toscana, sede di musei di diversa natura quali, per esempio, una Galleria d’Arte Moderna, il Museo degli Argenti, la Galleria del Costume etc. Chi passa da Palazzo Pitti deve assolutamente visitare

8: il giardino di Boboli , vero e proprio museo all’aperto, abitato da statue rinascimentali ed ornato di grotte e grandi fontane, che fanno sognare la vita di corte. Spostandosi in luoghi opposti, meritano di essere viste

9: la Basilica di Santa Maria Novella e

10: la Basilica di Santa Croce, con passeggiata nelle relative ed omonime piazze, detentrici entrambe di un passato storico ed artistico tutto da riscoprire.


Queste sono solo dieci delle molteplici e a dir poco straordinarie tappe da fare a Firenze: le dieci assolute se si capita nella città e non abbiamo molto tempo da dedicare alla visita turistica. Tuttavia per godersi davvero la città e scoprire gli altri affascinanti tesori che offre il capoluogo toscano ci occorre una manciata di giorni di ferie. Se poi non riusciamo a vedere tutto, abbiamo sempre una scusa per ritornarci.
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Chiusi (Siena)

pubblicato il 30/08/2013 17:13:31 nella sezione "Territorio"
La città etrusca di Clevsi, diventata poi la latina Clusium (Klysion, Κλύσιον in greco antico), aveva un'importanza fondamentale, poiché collocata sull'arteria che collegava Roma all'Etruria settentrionale, seguendo il Tevere e il suo principale affluente, il Clanis, essendo il fondovalle dell'omonima valle estremamente fertile.
Le prime testimonianze scritte di Chiusi risalgono al periodo ellenico, quando, in un documento di Polibio, compare il nome della città di Chiusi in relazione alle invasioni dei celti. Seguono poi i racconti su personaggi come Arunte e il celebre lucumone chiusino Porsenna.
Il centro storico presenta molte attrazioni per i turisti, particolarmente interessente il percorso "Chiusi Sotterranea". Il sottosuolo di Chiusi è infatti ricco di cunicoli, pozzi, cisterne e di cavità artificiali in genere. Per le visite ai musei, alle chiese e per tutte le informazioni turistiche vi consigliamo di visitare il sito della Pro Loco di Chiusi che può darvi anche informazioni riguardo agli eventi del territorio.
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Mare Toscano

pubblicato il 30/08/2013 17:02:02 nella sezione "Territorio"
"Non è ancora tardi per scegliere di passare qualche giorno sulle nostre bellissime coste. La Toscana offre infatti un paesaggio variegato anche al mare; belle spiagge, mare pulito, macchia mediterranea e piccoli paesi sulle coste...veri e propri gioielli. Se siete ancora indecisi provate a leggere questo articolo di Jennifer Mallegni che vi guiderà alla scoperta delle più belle spiagge toscane.




Sole, mare e natura, sono questi gli ingredienti che la Toscana vi regalerà nella vostra vacanza. Un litorale che riesce ad accontentare chiunque: un soggiorno divertente ma allo stesso tempo attento alla scoperta del luogo. Dopo un tuffo andate nel centro storico della cittadina che vi ospita, la giornata continua ancora con la visita di musei e di piazze dove nella splendida cornice dei monumenti più belli potrete gustare i prodotti tipici del luogo nelle trattorie tipiche. E poi dopo tutti a ballare o fare tardi nei pub e nei caffè più eleganti.

Le vere protagoniste però sono le spiagge, dalla sabbia finissima alla scogliera, dagli stabilimenti balneari alle aree libere, c'è sempre un angolo di paradiso per voi. Natura, sport e mare pulito, contrassegnato dalle Bandiere Blu, per innamorarsi profondamente di questa regione.

La Costa degli Etruschi è uno scrigno di piccole perle dal grande valore. Iniziate a Castiglioncello, nella sua Caletta più famosa: un lido a tratti sabbioso e a tratti sassoso rimasto incontaminato ancora fino ad oggi. Indossate la maschera e le pinne e ammirate i colori del fondale, uno spettacolo così non lo avete mai visto. Passate poi alle ampie spiagge di sabbia chiara e fine di Vada, dove si alternano caratteristici stabilimenti balneari ad ampie zone di spiaggia libera.


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Pedalando per la Toscana Sulle Orme dei Mondiali 2013

pubblicato il 29/08/2013 17:24:56 nella sezione "Territorio"
di Alessandra Conforti per In Toscana


Nel Medio Evo viaggiare era parte integrante dell'educazione di un giovane signore europeo, l'Italia meta obbligata. Passando per il Rinascimento fino ad arrivare ai giorni nostri, il viaggio è rimasto un mezzo importantissimo per ampliare le proprie conoscenze e arricchire la propria cultura personale. Da qualche anno ha preso piede il turismo "Slow" che insegna a godere al meglio del paesaggio e dei monumenti che si visitano evitando di correre come pazzi da un museo all'altro per poter dire: "Ho visto tutto quello che c'era da vedere".
Torna così la passeggiata in bicicletta o a piedi, magari in moto per i meno salutisti, e quale miglior posto da visitare con questi mezzi se non la Toscana. Un paesaggio incantato che spazia dal mare alla montagna, dai campi di grano alle città d'arte, dalle pianure alle strade ricche di curve e tornanti. Se siete appassionati di ciclismo scegliete i Mondiali di Ciclismo 2013, che potrete seguire dal 21 al 29 settembre nelle più belle strade e città toscane come Lucca, Pistoia o Firenze.
Se poi volete la Regione Toscanavi offre alcuni itinerari da percorrere in bicicletta sulle orme dei Mondiali 2013.
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Cetona (Siena)
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pubblicato il 24/08/2013 08:51:34 nella sezione "Territorio"
Cetona è un comune italiano della provincia di Siena in Toscana.
Il toponimo Cetona probabilmente deriva da un'antica pieve paleocristiana, citata nei documenti come baptisterium Sancti Johannis de Queneto o de Queteno, forse in riferimento al torrente Chieteno che scorre poco a sud. In un testo del 1275 tale chiesa è riportata come plebs Sancti Johannis de Scetona. Reperti risalenti all'eneolitico sono stati rinvenuti nei dintorni della città, presso la tomba Lattaia.
Tra il VII-VI secolo a.C., villaggi etruschi sorgono sulle colline di Chiusi e Sarteano. A Cetona l'insediamento è documentato nei pressi di Camposervoli.
Nel 1207, si ha la prima menzione del castello di Cetona.
Nel 1260, il borgo passa alla Repubblica di Orvieto, dopo una lunga contesa con quella di Siena.
Nel 1418, conquistata dal capitano di ventura Braccio di Montone, signore di Perugia, Cetona viene da questi venduta alla Repubblica di Siena.
Nel 1556, fedeli a Siena per quasi un secolo e mezzo, gli abitanti, decimati dalle pestilenze e dalle guerre, si arrendono senza combattere all'esercito imperiale in Toscana quando questo si presenta sotto le mura. Il borgo viene così inglobato nel Granducato di Toscana.
Nel 1558-69, Cetona è concessa in feudo dal Granduca Cosimo I alla famiglia Vitelli. Con il marchesato dei Vitelli ha inizio un'epoca d'oro per la cittadina. Tornata in seguito a far parte del Granducato di Toscana, ne segue le sorti fino al Risorgimento e all'unità d'Italia.
Dal 2001 Cetona è inclusa nell'elenco dei borghi più belli d'Italia.
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Chianciano Terme (Siena)
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pubblicato il 19/08/2013 08:16:08 nella sezione "Territorio"
Le proprietà benefiche delle acque minerali di questa cittadina erano già apprezzate da Etruschi e Romani, che avevano occupato stabilmente la zona edificando un importante centro abitato. La presenza in questo territorio di numerosi sepolcreti fa pensare a un insediamento, forse più di uno, gravitante intorno alla città di Chiusi. Se Chiusi ha però raggiunto il periodo di maggior splendore nel V secolo a.C., nel chiancianese sono ricchi i resti del periodo del Bronzo e del Ferro. Tra questi degno di nota è l'insediamento eneolitico di Chiarentana, alle pendici del monte Cetona, dove sono state scoperte le fondamenda di alcune capanne con la presenza di resti ceramici e materiali in ossidiana. Il ritrovamento di questi oggetti testimonia un ricco scambio commerciale che era esistente con l'arcipelago pontino, e in particolare con l'Isola di Palmarola, luogo di produzione dell'ossidiana. Alla fine dell'età del Ferro (X - IX secolo a.C.) in queste colline che si affacciano sulla Val d'Orcia si formò un ricco e popoloso insediamento del quale non c'è traccia ma che è sicuramente esistito per via della ricca necropoli in corso di scavo dal 1990. L'Associazione Geo-Archeologica di Chianciano Terme in questa data ha incominciato lo scavo di una vasta area situata in località La Foce riportando alla luce oltre 700 tombe che vanno dall'inizio dell'VII alla fine del VI secolo a.C. Si tratta di tombe a ziro (dove le ceneri sono contenute in grandi ziri di terracotta insieme al corredo), di tombe a cassonetto (contenitori a forma di parallelepipedo in pietra con la stessa funzione dello ziro) e di tombe a camera, scavate nel tufo. La particolarità di questa necropoli è costituita dalla presenza di un numero così elevato di sepolcri e dalla ricchezza del materiale in essi contenuti. Mentre qui infatti esistono diverse centinaia di tombe, nell'agro chiusino sempre dello stesso periodo (orientalizzante) sono venute alla luce solo una settantina di sepolcri. La presenza di un centro abitato così grande per l'epoca è dovuta alla posizione strategica in cui si trovava: a cavallo di un passo a 500 m. di altitudine dove passava l'antica Rosellana, la principale arteria di collegamento tra le città costiere e l'Etruria interna (Chiusi, Perugia, Cortona, Arezzo).
Di notevole interesse sono poi i materiali contenuti in queste tombe: vasellame etrusco in terracotta acroma, in bucchero, gioielli in bronzo e argento (anelli, armille, collane). Nelle tombe più tarde sono frequenti vasi d'importazione: attici e corinzi. Tuttavia la fortuna di questa necropoli è dovuta al ritrovamento di una settantina di canopi, sculture fittili che hanno la forma della testa del defunto sorrette da un "trono" e contenenti le ceneri del morto.
La necropoli della Foce è stata abbandonata nel V secolo a.C., anche se in periodo ellenistico riutilizzata sporadicamente. In questo periodo si sviluppa un'altra necropoli, situata nella zona Pedata-Morelli. Si tratta di sepolcri a camera molto grandi, spesso con alcune camere per tomba, dal ricchissimo corredo. Da quest'area provengono alcune statue cinerario in pietra fetida conservati al Museo Archeologico di Firenze, tra cui la celebre Mater Matuta, cippi funerarei e altri materiali. Importante è poi il materiale bronzeo, di elegante fattura. Questo complesso sistema funerario appartiene a un ceto aristocratico di possidenti terrieri, spesso in contrasto con l'ambiente chiusino.
Il periodo ellenistico vide la nascita di alcuni santuari dedicati alle divinità delle acque, anche se alcuni erano già sorti in precedenza. Tra questi il più famoso è il Tempio dei Fucoli; trovato nell'omonima collina ci ha restituito parte dei suoi frontoni in terracotta che raffigurano scene mitologiche. È proprio in quest'epoca, però, che la civiltà etrusca entra in decadenza sia per problemi interni sia per la sempre crescente romanizzazione. I Romani hanno diviso le terre del Chiancianese in vasti latifondi, che hanno contribuito a eliminare il ceto di piccoli proprietari terrieri che in periodo etrusco si affiancava alla nobiltà. Di questo periodo è la fattoria tardo-etrusca di Poggio Bacherina, che ci ha restituito vasche per la produzione di vino ed olio. Al periodo romano risalgono invece l'insediamento termale di Mezzomiglio e la cisterna di Camerelle. Proprio le terme di Mezzomiglio, secondo quanto sostengono gli studiosi americani che vi hanno compiuto gli scavi, sarebbero da identificarsi con i bagni chiusini di cui parlava il poeta latino Quinto Orazio Flacco, e nei quali trascorse un periodo di riposo per ordine di Antonio Musa, medico personale dell'imperatore Augusto.

da it.wikipedia.org/wiki/Chianciano_Terme#Storia
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