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RICETTE DELLA TRADIZIONE TOSCANA
Dal Rinascimento a oggi

pubblicato il 18/03/2015 10:49:14 nella sezione "Enogastronomia"
Per tutti gli amanti della cucina toscana è nato il sito Toscana Ricette da Lorenzo il Magnifico all'Expo 2015 con l'intento di proporre un percorso ideale e reale nella storia dell’enogastronomia toscana, emblema della cucina italiana nel mondo, riletta alla luce dei concetti basilari del grande evento internazionale.
La cucina Toscana è alla base di quella tradizione culinaria italiana che ha portato il nostro paese a essere conosciuto in tutto il mondo e, ancora oggi, le tradizioni rinascimentali continuano a vivere nelle tavole degli italiani.

Visitate questo interessante sito se volete scoprire cosa mangiava Lorenzo il Magnifico o quale era il suo dolce preferito ma anche tante ricette e curiosità sulla tradizione culinaria toscana e non solo. Con il buon cibo in Toscana non può mancare un buon bicchiere di vino così, nella sezione "Vini Toscani" troverete il giusto abbinamento con i vostri piatti preferiti.

Oltre al sito è nato anche il blog http://donnaflorenzia.blogspot.it/ con tante gustose ricette, news e curiosità per tutti gli appassionati!
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LE ORIGINI DEL PANFORTE
Storia e leggende del dolce toscano più famoso

pubblicato il 16/12/2014 08:08:39 nella sezione "Enogastronomia"
A cura di Giuseppe Mautone

Con l’arrivo delle festività natalizie ritornano i tipici dolci che accompagnano i pasti delle feste come il panettone e il pandoro, ma anche i dolci tipici regionali che non mancano sulle tavole degli italiani. In particolare in Toscana il panforte è un dolce che è sempre presente ogni anno.

Il nome deriva da un dolce che veniva preparato fino al X secolo, il “panmelato”, una semplice focaccia con acqua e farina a cui venivano aggiunte miele e frutta per insaporirla. Durante l’estate e la primavera, questo dolce si ammuffiva e si seccava donando al dolce il tipico sapore asprigno e acido, insomma un sapore forte. Verso la seconda metà del XIII secolo arrivarono le spezie dall’Oriente, come il pepe, che venne aggiunto alla ricetta originale a cui venivano tolte le mele diventando il panpepato che per molti secoli fu considerato un dolce gemello al panforte. Veniva richiesto soprattutto dalle persone più facoltose come le famiglie nobili e il clero che ne facevano incetta presso gli speziali (gli antichi farmacisti) poiché gli ingredienti costosi e rari all’epoca lo rendevano molto caro. Al giorno d’oggi nella città di Siena viene preparato con 17 ingredienti in tutto, tante quante sono le contrade della città, una ricetta che viene tramandata dal 1675.
Curiose anche le leggende che girano sull’origine del panforte: secondo alcuni suor Ginevra, chiusa in convento per un amore impossibile, mentre stava preparando il classico panmelato sentì dalla finestra la voce del suo amato messer Giannetto da Perugia, dato per morto durante le crociate. Per l’emozione versò una dose incontrollata di pepe e spezie, creando così il classico panforte. Secondo un’altra leggenda suor Berta creò questo dolce altamente energetico e corroborante con miele, mandorle, pepe e spezie per riabilitare i senesi indeboliti dall’assedio della città. Queste sono solo alcune leggende che girano sull’origine di questo dolce natalizio, anche se tra queste leggende c’è una storia vera, quella del panforte margherita, la versione più conosciuta del panforte senza concia di melone e con una copertura di zucchero vanigliato anziché di pepe nero, creata da uno speziale in onore della visita della regina Margherita di Savoia. Gli ingredienti principali di questo panforte sono miele, mandorle, noci, cedro, scorza d’arancia candita e spezie come chiodi di garofano e noce moscata.

Ancora oggi molti toscani, e non solo, festeggiano il natale con una fetta di buon panforte, che può essere trovato facilmente sulle bancarelle dei mercatini di Natale toscani. Da gustare magari con un bel bicchiere di vin santo, di vino nobile o di vino cotto abruzzese.
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Ad Arezzo Campionato Nazionale di Cucina Contadina
toscana (arezzo) arezzo

pubblicato il 18/11/2013 16:59:50 nella sezione "Enogastronomia"
“Pubblico numerosissimo e tanti operatori di settore. Direi che AgrieTour conferma di essere una formula vincente e un appuntamento ormai imperdibile per tutti coloro che si interessano a vario titolo del mondo dell’agriturismo”. La soddisfazione di Raul Barbieri, Direttore di Arezzo Fiere e Congressi è più che giustificata, i numeri dell’edizione 2013 del Salone dell’Agriturismo sembrano destinati a superare ampiamente quelle già lusinghieri dello scorso anno con i visitatori entusiasti delle tante situazioni che la fiera offre. Come sempre di grande appeal il Campionato Nazionale della Cucina Contadina, mai così ricco e di alta qualità. 30 piatti per una sfida all’ultimo assaggio. Ed è stata la Basilicata ad imporsi con degli impareggiabili strascinati di mischiglio mantecati con soffritto di peperoni di Senise e cacioricotta. La maestria di Patrizia Fiore dell’agriturismo Vignola di Marsico Nuovo (Potenza) ha conquistato la giuria composta da esperti e giornalisti del settore e presieduta da Giorgio Menna, direttore di Enogà, associazione leader nel mondo dell’enogastronomia top level. Sul secondo gradino del podio la tradizione del Trentino con gli gnocchi di polenta e finferli cucinati dalla giovane Sara Sighel dell’agriturismo La Stropaia di Basegla di Pinè (Trento) mentre al terzo posto si è piazzato l’agriturismo “Il castagneto” di Supino (Fr) con un dolce natalizio del XVIII secolo, i Susamelli. La giuria ha inoltre attribuito ex aequo un premio alla tradizione che è andato rispettivamente all’agriturismo Villa Siragusa di Bitonto (Bari) con “Strascinati alle cime di rapa” e all’agriturismo Il Fascinaro di Casalvieri (Fr) con il suo pollo ruspante.
Ovviamente AgrieTour è anche l’occasione di fornire dati e numeri. E così scopriamo che tre Italiani su dieci sognano di vivere in campagna. Un ritorno alle origini, ma anche la possibilità di condurre una vita “slow” rispettando l’ambiente. E’ quanto emerge dall’indagine presentata nel corso della seconda giornata dalla Fondazione Campagna Amica che ha tracciato un profilo sul rapporto degli Italiani con la campagna. Solo il 22% degli intervistati vive in campagna, il resto in città (57%) e in paesi (21%), tuttavia il 60% di loro ha origini legate a villaggi rurali. Il dato più interessante che emerge dall’indagine è che tra i desideri nascosti degli Italiani ci sarebbe proprio quello di tornare a vivere in campagna (il 32,7%) o comunque avere uno spazio rurale dove poter produrre cibo (il 31,7%). Quello di produrre in autonomia, con un orto a disposizione per esempio, è comunque il sogno di 3 italiani su 10, mentre dalla ricerca emerge che 7 persone su 10 vorrebbero frequentare assiduamente luoghi legati al settore primario. «E’ sulla base di questi numeri che quest’anno abbiamo voluto creare in fiera uno spazio dedicato a questi appassionati – spiega Raul Barbieri – che in Agrilife potranno trovare tutto quello che serve per vivere al meglio la campagna. Anche da hobbysti e per questo abbiamo proposto a tutte le ore mini corsi gratuiti con esperti che insegneranno a potare le piante, fare il formaggio e tante altre cose che caratterizzano la vita quotidiana in campagna».
Ad avvicinare i consumatori italiani all’agricoltura anche l’acquisto di prodotti nei cosiddetti farmer’s market: il 54,5% di loro lo fa abitualmente e il 48,5% si rivolge direttamente a familiari, amici o aziende ormai divenute un riferimento per la spesa. Tra le abitudini degli Italiani spicca poi la vacanza in agriturismo, scelta, sempre secondo l’indagine, da uno su due. Si viaggia in questo caso in compagnia (il 66,3%) o in famiglia (il 53,5%) prediligendo agriturismi vicino al mare o in montagna. A motivare di più la vacanza in agriturismo è proprio la vita degli ambienti rurali (67,3%), ma grande importanza viene data alla possibilità di degustare i prodotti tipici di un territorio (65,3%), magari acquistandoli sul posto. Del resto i valori del mondo agricolo in cui maggiormente si riconoscono gli Italiani sono la cultura del “km 0” con prodotti salubri, rappresentativi del territorio e dalla provenienza certa. Oltre a questo gioca un ruolo fondamentale la tutela dell’ambiente e del paesaggio e la possibilità di insegnare ai più piccoli i segreti della vita in campagna.
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Intorno a Chianciano il vino è meglio dell’acqua alle Buche di Giuseppe Olivi a Sarteano
toscana (siena) sarteano

pubblicato il 05/10/2013 10:02:58 nella sezione "Enogastronomia"
Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Non scherzo, anzi vi porto con me a scoprire una cantina e un agriturismo che fanno impazzire i wine lovers! Le Buche di Giuseppe Olivi a Sarteano

Le riunioni di consiglio di amministrazione del vino Orciasono itineranti e vengono spesso ospitate nelle aziende dei soci. Qualche volta si trasformano in appuntamenti piacevolissimi dove la discussione è veloce e la convivialità è lunga: visita di cantine belle e attrezzate, assaggio di vini di altissimo livello e spesso cene raffinate. E’ successo da Giuseppe Olivi, un costruttore edile diventato appassionato produttore di vino poco fuori l’uscita Chiusi-Chianciano dell’Autosole.

27 ettari di vigneti tenuti come giardini, bottaia sotto una volta a mattoni che è la testimonianza tangibile del suo colpo di fulmine enologico, vini di cui giustamente va fiero: potenti, rotondi con una netta impronta di legno piccolo. Uno stile e una qualità che sicuramente piace ai wine lovers americani. Colpisce lo sforzo enorme di Giuseppe Olivi e di tanti produttori dell’Orcia nell’inseguire l’eccellenza qualitativa. Come sempre le denominazioni giovani, quelle che non hanno un marchio capace di spingere le bottiglie, devo farsi notare con il solo argomento della qualità intrinseca del vino e dunque forza a rimboccarsi le maniche: lavoro in vigna, attrezzature enologiche di prim’ordine, botti delle migliori marche, consulenti … uno sforzo gigantesco e infine vini con un prezzo decisamente abbordabile in rapporto al loro valore qualitativo.


Giuseppe Olivi taglia le bistecche

Gustarli a tavola nel ristorante dell’Agriturismo La Sovana è una vera delizia. Una veranda è immersa in un paesaggio antico e intatto, il borgo intorno sembra un 5 stelle, ospiti eleganti, servizio impeccabile e piatti raffinati seguiti personalmente dalla Signora Olivi mentre Giuseppe in persona taglia bistecche alte 4 dita cospargendole di tartufo.
Alla fine mi chiedo quanto ancora questa strepitosa Orcia doc rimarrà un brillante grezzo? La materia prima è troppo buona perché non brilli!


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L’azienda Marchesi De’ Frescobaldi e Bar Smalzi ti invitano il 10 Ottobre a Firenze
toscana (firenze) firenze

pubblicato il 03/10/2013 00:04:55 nella sezione "Enogastronomia"
Giovedì 10 Ottobre 2013 il Bar Smalzi, il nuovo locale di degustazione vini e gastronomia di Firenze offrirà una serata di buon vino e gastronomia per inaugurare insieme con tutti coloro che interverranno il primo locale Smalzi aperto a Firenze. Per la serata l’azienda Marchesi De’ Frescobaldi offrirà una selezione dei loro migliori vini che saranno offerti gratuitamente agli intervenuti in compagnia di un Sommelier che ne illustrerà caratteristiche e peculiarità. Lo Smalzi Bar offrirà assaggi di pietanze e prodotti della gastronomia italiana, il tutto in un aperitivo unico all’ombra del duomo di Firenze. Per l’occasione gli interessati potranno anche acquistare i vini Frescobaldi ad un prezzo agevolato.

Lo Smalzi bar è una nuova idea di concept-bar, un ‘vinaino moderno’ in cui il buon vino si unisce alla gastronomia italiana con un occhio a tradizione ed innovazione. Allestito ed arredato con attenzione e passione, lo Smalzi Bar propone un nuovo modo di gustare buon vino e prodotti tipici italiani in una posizione privilegiata proprio di fronte al Duomo. Grazie al nuovo sistema di degustazione WineEmotions, esclusiva mondiale, è possibile gustare quotidianamente 32 diverse etichette: i vini sono mantenuti sempre al massimo della qualità ed ossigenazione ed è possibile assaggiare autonomamente ogni vino disponibile grazie allo speciale sistema di lettura bar-code in grado di erogare quantità variabili direttamente al bicchiere. Un sistema innovativo, facile da usare e divertente per aperitivi, pranzi e momenti di relax accompagnati dai migliori sapori dell’enologia e della gastronomia italiana.
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Saverio Roberti racconta l'azienda vitivinicola "Le Bertille" di Montepulciano
toscana (siena) montepulciano

pubblicato il 06/09/2013 00:20:38 nella sezione "Enogastronomia"
Il suo Nobile di Montepulciano è tra gli emergenti segnalati dal Gambero Rosso. Di sicuro l'impegno del produttore, che insieme alla figlia Olimpia, porta avanti l'azienda vitivinicola, ha già portato frutto...(Intervista di Michela Di Carlo per Gambero Rosso)
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Lo zafferano della Valdorcia
toscana (siena) san quirico d'orcia

pubblicato il 30/08/2013 19:09:14 nella sezione "Enogastronomia"
Agricoltori da molte generazioni, i Brandi si sono sempre dedicati con passione e amore a questo mestiere ricercando sempre il meglio in ogni produzione.
La nostra azienda si trova in provincia di Siena all'interno del Parco Natura Artistico e Culturale della Val d'Orcia, uno delle più' belle zone del senese dove le dolci colline interrotte da piccoli boschi danno un immagine unica e da tutto il mondo invidiataci.

Casualmente nel 1995 mi sono incontrato con lo Zafferano, e le sue caratteristiche e peculiarità' mi hanno talmente affascinato che ho deciso di coltivarlo, incoraggiato anche dal fatto che nei secoli scorsi questa era una zona di grande produzione.

Devo dire che non e' stata un' impresa facile, ho dovuto cercare quel poco di documentazione esistente nelle università' e biblioteche, facendomi aiutare anche da docenti che avevano fatto delle ricerche.

Dopo i primi insuccessi dovuti alla scarsa conoscenza, oggi posso dire che grazie all' aiuto e all' incoraggiamento della famiglia, i Brandi possono dire con orgoglio di essere degli ottimi produttori di Zafferano.
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XXXVII settimana del miele Montalcino
toscana (siena) montalcino

pubblicato il 29/08/2013 22:01:05 nella sezione "Enogastronomia"
6 - 7 - 8 Settembre 2013
XXXVII settimana del miele
Mostra Mercato Internazionale

PROGRAMMA 2013

"VENERDÌ 6 SETTEMBRE 2013
ore 10.00 Fortezza - Apertura Mostra Mercato.
ore 18.00 Fortezza - Inaugurazione e consegna del premio Ape d'Oro 2013.


"SABATO 7 SETTEMBRE 2013
ore 9:00 Fortezza - Apertura stand Mostra Mercato.
ore 9.30-13.00 Teatro degli Astrusi - Conferenza nazionale.
ore 16.00 Fortezza - Assaggio di mieli italiani con la presenza di esperti degustatori.
ore 17.00 Piazza del Popolo - “Il miele e i prodotti dell’alveare: cibi, bevande, unguenti e curativi nell’uso antico e moderno”. Premiazione elaborati degli alunni della Scuola Elementare di Montalcino.
ore 17.00 Visita guidata presso aziende apistiche locali con la presenza di un apicoltore.
ore 18.00 Teatro degli Astrusi - Premiazione del concorso “Il miele del Sindaco” concorso tra i migliori mieli delle città appartenenti all’associazione nazionale “Città del Miele”.
ore 18.30 Teatro degli Astrusi - Premiazione vincitori del Concorso Internazionale dei mieli “Roberto Franci” 2013.


"DOMENICA 8 SETTEMBRE 2013
ore 9.00 Fortezza - Apertura stand Mostra Mercato.
ore 11.00 Sale interne della Fortezza - Minicorso per apprendere le prime nozioni di apicoltura.
ore 16.00 Fortezza - Laboratorio “I gusti del miele” con la presenza di esperti iscritti all’Albo Nazionale.
ore 19.00 Fortezza - Chiusura Mostra Mercato.


Nel pomeriggio dei giorni 7 e 8 Settembre in Piazza del Popolo saranno offerti crogetti con miele.
I mieli partecipanti al Concorso Internazionale potranno essere degustati liberamente all’interno della mostra, con la presenza di un esperto assaggiatore. I ristoranti di Montalcino serviranno, nei tre giorni della manifestazione, almeno un piatto a base di miele. I negozi di Montalcino allestiranno le loro vetrine rifacendosi al variopinto mondo delle api.
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51° edizione della Fiera del Cacio di Pienza.
toscana (siena) pienza

pubblicato il 26/08/2013 21:29:38 nella sezione "Enogastronomia"
Dal 25 agosto al 1settembre, una settimana ricca di eventi per festeggiare al meglio il 51° anniversario della Fiera del Cacio, uno degli eventi più attesi da cittadini e turisti, attratti non solo dalla possibilità di gustare il prezioso formaggio locale, ma anche dalla curiosità suscitata dal popolare Gioco del Cacio al Fuso, dove le 6 contrade si disputano il palio.
La fiera si conclude con il ballo in piazza. Il programma completo nell'allegato qui sotto.

Il Cacio al Fuso è un gioco popolare tipico di questa zona, di origini antiche, citato addirittura dagli statuti cinquecenteschi della città di Pienza (secondo i quali non poteva essere svolto pubblicamente per le vie urbane, salvo licenza delle autorità competenti onde “evitare molti inconvenienti che giornalmente potrebbero occorrere e nascere scandalo nel trarre la forme del cacio”) a testimonianza della sua diffusione e lunga tradizione, soprattutto nelle campagne. Si tratta di un gioco povero per cui bastavano un fuso, una forma di formaggio e uno spazio dove far rotolare la forma e piantare il fuso. L’obbiettivo è quello di far fermare il cacio il più vicino possibile al fuso, attorno al quale sono disegnati degli anelli concentrici che delimitano cinque aree, che danno un punteggio da uno a cinque; i punti aumentano se la forma ruota attorno al fuso o se vi si appoggia. Questo gioco contadino viene riproposto sull’impervia pavimentazione a mattoncini della Piazza e il fuso in legno è piantato proprio al centro dell’anello di marmo che si trova sul pavimento.
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La Francia di Gilbert & Gaillard premia con tre medaglie d'oro Le Bertille di Montepulciano
toscana (siena) montepulciano

pubblicato il 24/08/2013 14:32:15 nella sezione "Enogastronomia"
News dal mondo del vino di Montepulciano
PUNTEGGI GILBERT& GAILLARD 2014

L'azienda Agricola di Montepulciano "Le Bertille", produttori di un'eccellente Nobile di Montepulciano e non solo, seguendo un trend positivo e in continuo sviluppo, dopo il successo decretato dai giudici inglesi di DECANTER ecco che vengono premiati anche dall'importante giuria francese di Gilbert & Gaillard con tre medaglie d'oro.

"I PUNTEGGI GILBERT& GAILLARD 2014

Voto : 85/100 - Le Bertille 2011
Vino rosso - Rosso di Montepulciano D.O.C.
Colore rubino scuro. Naso aperto sulla prugna secca avvolta nelle spezie. Tocco di terra e fungo. Bocca fresca e morbida con una vena persistente di legno. Un vino sincero e di facile accesso. A tavola.

Voto : 89/100 - Le Bertille 2009
Vino rosso - Vino Nobile de Montepulciano D.O.C.G
Colore rubino scuro. Naso aperto e intenso sui sentori di tostatura, frutta nera essiccata e tabacco. Bocca fresca e piena con un buon volume e una struttura tannica avvolgente. Bel finale. Con una carne alla brace.

Voto : 87/100 - Le Bertille 2009
Vino rosso - Chianti Colli senesi D.O.C.G.
Colore rubino scuro. Naso aperto, caldo e floreale. Tocco di Sottobosco. Bocca fresca e fine con una struttura tannica ben definita. Finale caldo e pepato. Da servire a tavola.

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Consorzio del Vino Brunello di Montalcino
toscana (siena) montalcino

pubblicato il 18/08/2013 10:58:10 nella sezione "Enogastronomia"
Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino è nato nel 1967, all'indomani del riconoscimento della D.O.C., come libera associazione fra i produttori intenzionati a tutelare il loro vino ed a valorizzarne le caratteristiche. Il Consorzio ha favorito la nascita di un tessuto produttivo fatto di aziende vecchie e nuove, piccole e grandi, unite da intenti comuni di rispetto della natura e aspirazione all’alta qualità del vino.
Il Consorzio organizza gli eventi in Italia e all’estero e la partecipazione dei produttori alle fiere. Cura l’immagine delle denominazioni montalcinesi mediante un ufficio stampa, diffonde notizie attraverso un sito web e numerose pubblicazioni in più lingue. Un’attività meno visibile ma molto importante è l’assistenza alla stampa specializzata e agli opinion makers per i quali vengono organizzate degustazioni e visite. Altrettanto importante l’assistenza ai soci sulle normative che regolano la produzione del vino.

LE DENOMINAZIONI E LE PRINCIPALI NORME DEI DISCIPLINARI

Il Brunello di Montalcino DOCG, il Rosso di Montalcino DOC, il Moscadello di Montalcino DOC, il Sant’Antimo DOC sono prodotti solo ed esclusivamente nel territorio del Comune di Montalcino.

Il "Brunello di Montalcino" è ottenuto da uve di Sangiovese, un vitigno chiamato tradizionalmente, a Montalcino, "Brunello".
Il disciplinare di produzione stabilisce che la produzione massima di uva per ettaro sia inferiore a 80 q.li/ha (circa 52 hl./ha di vino). Regola l'immissione in commercio che avviene il I° gennaio del quinto anno dopo la vendemmia. Durante questo lungo periodo, il vino deve trascorrere almeno due anni in botte di legno e almeno quattro mesi di affinamento in bottiglia. Il periodo di conservazione in bottiglia cresce fino a sei mesi per il tipo riserva che entra in commercio un anno dopo.

Il "Rosso di Montalcino" DOC dimostra la versatilità del territorio di Montalcino che, con lo stesso vitigno Sangiovese, è in grado di produrre anche un vino adatto per essere bevuto più giovane. Infatti il Rosso di Montalcino può entrare in commercio dal 1° settembre successivo alla vendemmia. E’un vino DOC a partire dalla vendemmia 1984 ed è prodotto con sole uve di Sangiovese. Il Rosso di Montalcino è caratterizzato da freschezza e fruttuosità, valida alternativa per il cantiniere e per il consumatore.

Un ulteriore passo nella direzione del completamento della piramide produttiva dei vini di Montalcino è stato fatto con l'introduzione, a partire dalla vendemmia 1996, dell'ultima denominazione di origine : il “Sant'Antimo”. Si tratta di una denominazione che comprende sia vini bianchi che rossi, anche con l’indicazione del vitigno.

Il “Moscadello di Montalcino” è un vino bianco da dessert a Denominazione di Origine Controllata. Ha un’antica tradizione produttiva a Montalcino e persino il poeta Ugo Foscolo ne scrive in una sua lettera. Grazie all’opera di alcuni appassionati viticultori sta vivendo una nuova stagione. E’ prodotto con uve Moscato sia nelle tipologie Tranquillo, Frizzante e Vendemmia tardiva.
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Montepulciano: Da Venerdì 16 Agosto 2013 "Cantine In Piazza"
toscana (siena) montepulciano

pubblicato il 16/08/2013 19:26:50 nella sezione "Enogastronomia"

Tutto pronto per l’undicesima edizione del concorso enogastronomico “A Tavola con il Nobile”. Madrina l’ex Miss Italia Arianna David. Tornerà tra le contrade del Bravìo anche il cantante e conduttore televisivo Omar Pedrini già “testimonial” nel 2010.
La festa comincia venerdì 16 agosto con “Cantine in Piazza”

L’estate si fa sempre più calda a Montepulciano. Il fine settimana di Ferragosto si annuncia infatti ricco di eventi ed emozioni grazie al Vino Nobile di Montepulciano. Si parte venerdì 16 agosto, con “Cantine in Piazza” che puntuale come tutti gli anni torna a fare da prologo al premio enogastronomico “A Tavola con il Nobile”. A partire dalle ore 20 di venerdì prossimo in Piazza Grande, cuore pulsante di Montepulciano, i produttori di Vino Nobile faranno degustare ai visitatori, agli appassionati ed ai turisti le migliori produzioni vitivinicole del territorio.

Durante la serata, promossa dal Consorzio del Vino Nobile in collaborazione con il Magistrato delle Contrade, sarà possibile degustare il Nobile DOCG, il Rosso di Montepulciano DOC e gli altri vini di qualità del territorio, in abbinamento a prodotti tipici come l’olio extravergine d’oliva, il formaggio pecorino ed i salumi. A guidare la degustazione e ad illustrare le caratteristiche delle diverse etichette e delle altre specialità locali, come detto, saranno gli stessi produttori mentre lo spazio dei prodotti sarà gestito dal Magistrato delle Contrade di Montepulciano, al primo impegno in vista della “galoppata” che porterà al Bravìo delle Botti, in calendario quest’anno il 25 agosto. Il tutto accompagnato dalla musica di uno dei più stimati trombettisti jazz del momento, il giovane poliziano Mirco Rubegni.

Proprio le otto contrade del Bravìo delle Botti saranno al centro dell’attenzione sabato 17 e domenica 18 agosto, in occasione dell’undicesima edizione del concorso enogastronomico A Tavola con il Nobile, la sfida ai fornelli ideata dal Consorzio del Vino Nobile con il giornalista del Tg2, Bruno Gambacorta. L’obiettivo che dovranno centrare le contrade sarà quello di sposare al meglio il Vino Nobile con il piatto proposto. Dopo l’esperienza de “I pici” della scorsa edizione, si continua quest’anno con un classico abbinamento: il tema su cui sviluppare le ricette sarà infatti “La nana” (anatra) come seconda portata. Da sabato 17 agosto le otto contrade del Bravìo accoglieranno nelle proprie sedi (incantevoli angoli della città, nel cuore dei palazzi storici o affacciate su panorami mozzafiato) le 4 commissioni in cui sono suddivisi i giornalisti provenienti da tutto il mondo e facenti parte della giuria tecnica. In questa serata le cucine delle contrade saranno aperte anche al pubblico.

Domenica 18 agosto la giuria concluderà il giro di assaggi e votazioni e alle 16.30, presso il Teatro Poliziano, si potrà conoscere il vincitore di questa edizione in una atmosfera come al solito molto particolare. Quest’anno a premiare le massaie delle contrade nella veste di Madrina sarà Arianna David, l’ex Miss Italia e oggi noto volto televisivo. Atteso inoltre il ritorno a Montepulciano del cantante e conduttore televisivo Omar Pedrini, che già nel 2010 era stato tra i protagonisti di A Tavola con il Nobile. La scorsa edizione era stata vinta a pari merito dalle Contrade di Coste e Collazzi.

L’albo d’oro di A Tavola con il Nobile. Collazzi (tre volte), San Donato (due volte), Voltaia (due volte), Gracciano, Cagnano, Poggiolo e Coste.
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Storia del vino Nobile di Montepulciano
toscana (siena) montepulciano

pubblicato il 16/08/2013 19:20:54 nella sezione "Enogastronomia"
Montepulciano e il vino di qualità: un connubio che ha profonde radici storiche e che appare ormai inscindibile.
In questa piccola area del sud - est della Toscana, già caratterizzata dalla straordinaria ricchezza di un patrimonio artistico e paesaggistico in cui si incontrano e si fondono un bellissimo territorio ed una conformazione architettonica del centro abitato rimasta inalterata dal 1580, nascono vini di eccezionale pregio che fanno apparire questa terra quasi come "privilegiata". In realtà il vino, come altri prodotti del lavoro e dell’ingegno dell’uomo, non viene alla luce "per caso" a Montepulciano. Anzi è ormai unanime la convinzione opposta e cioè che solo grazie ad un territorio con queste caratteristiche e ad una cultura, ad una civiltà profondamente sviluppata ed attenta alla tutela ed alla valorizzazione del proprio bagaglio di capacità ed esperienze, poteva nascere una bevanda di pregio come il "Nobile".

La storia di Montepulciano è da sempre intimamente legata alla fama delle sue vigne e del suo vino.
Un' antica leggenda vuole Montepulciano fondata per volontà del re etrusco Lars Porsenna. Si dice, infatti, che egli si trasferì da Chiusi sull'antico colle di Mons Mercurius seguito dagli abitanti di Chiusi che più tardi cambiarono il nome del colle in Mont Politicus.
Fin dalle sue origini remotissime Montepulciano fonde con il vino la sua storia come testimonia una kylix (tazza da vino) a figure rosse di produzione chiusina rinvenuta nel 1868, insieme a numerosi oggetti in bronzo in una tomba etrusca nei pressi del paese toscano. La tazza, infatti, recava la rappresentazione di Flufluns, il Bacco etrusco dio del vino, che gioca insieme ad una menade al cottabo, un gioco in cui il vino era protagonista.

Livio nelle sue "Storie" (V,33), riferisce che i Galli calarono in Italia attratti proprio dal vino di quelle colline che un etrusco di Chiusi, tal Arunte o Arrunte, aveva fatto loro assaggiare per convincerli a varcare le Alpi e vendicarsi così del suo Locumone, per una banale questione di gelosia.

Comunque, il documento più antico riferibile al vino di Montepulciano è del 789: il chierico Arnipert offre alla chiesa di San Silvestro o di San Salvatore a Lanciniano sull'Amiata, un pezzo di terra coltivata a vigna posta nel castello di Policiano. In seguito il Ripetti nel suo "Dizionario storico e geografico della Toscana" cita un documento che risale al 1350 nel quale si stabiliscono le clausole per il commercio e l'esportazione del vino di Montepulciano.
E' comunque documentato fin dall'Alto Medioevo che i vigneti di Mons Pulitianus producevano vini eccellenti e alla metà del 1500 Sante Lancerio, cantiniere di papa Paolo III Farnese, celebrava il Montepulciano “perfettissimo tanto il verno quanto la state odorifero, polputo, non agrestino, né carico di colore, sicchè è vino da Signori” per le tavole dei nobili, appunto, anche se le etichette più remote indicavano semplicemente Rosso Scelto di Montepulciano.
Passando dal periodo medevale al XVII secolo, ricordiamo come Francesco Redi, insigne non solo come medico e naturalista, ma anche come poeta, esaltasse, nel suo ditirambo "Bacco in Toscana" del 1685, con tanta efficacia il vino. Il Redi immagina che Bacco e Arianna elogino i migliori vini della Toscana:

Bella Arianna con bianca mano
versa la manna di Montepulciano,
colmane il tonfano, e porgilo a me.
Questo liquore, che sdrucciola al core,
oh, come l'ugola e baciami e mordemi!
oh, come in lacrime agli occhi disciogliemi!
Me ne strasecolo, me ne strabilio
e fatto estatico vo in visibilio.
Onde ognun che di Lieo
riverente il nome adora,
ascolti questo altissimo decreto,
che Bassareo pronuncia e gli dia fé:
Montepulciano d'ogni vino è Re!

Il poemetto ebbe un grande successo ed arrivò, di corte in corte, nelle mani di Guglielmo III re d'Inghilterra, di Scozia e d'Irlanda. Forse è proprio al Redi e alla celebrità che procurò ai vini toscani con il suo scritto che si deve la predilezione del re Guglielmo per questi vini. Ne è testimonianza il viaggio compiuto nel 1669 da una delegazione inglese nel Granducato di Toscana per procurare alla corte inglese il Moscadello di Montalcino ed il Vino Nobile di Montepulciano.
La storia di questo vino prosegue fra elogi fino all'ottocento, quando ai successi di alcune cantine enologiche in importanti concorsi alla metà del secolo, si affianca il giudizio severo dell'enologo di Sua Maestà Britannica in occasione dell'esposizione di Vienna del 1873, dove si lamenta la presenza di un solo campione di Montepulciano di una mediocrità che rendeva assai dubbia l'importanza degli encomi del Redi.

All'inizio del 1900 il Vino Nobile di Montepulciano sembra qualcosa appartenente al passato, finchè alla prima mostra mercato dei vini tipici svoltasi a Siena nel 1933, organizzata dall'Ente Mostra-Mercato Nazionale dei vini tipici e pregiati, la Cantina Fanetti, una delle aziende ancora attive a Montepulciano, presenta un vino rosso pregiato che ottiene larghi consensi. L'esempio fu seguito da altre aziende e nel 1937 viene fondata una cantina sociale con l'intento di creare una struttura per la commercializzazione del vino prodotto anche dai piccoli coltivatori. La maggior parte del vino prodotto era Chianti; modeste le quantità del Nobile. Oggi, invece, la cantina sociale produce la maggior parte del Nobile imbottigliato.

Negli anni sessanta si assiste al risveglio della vitivinicultura indirizzata soprattutto verso la produzione di Vino Nobile piuttosto che del Chianti. I contributi dello Stato e della CEE, con i quali le aziende hanno riconvertito gli impianti vitati secondo le esigenze dettate dalla DOC (1966), hanno permesso a nuove aziende di entrare sul mercato.

Il riconoscimento come DOCG arriva nel 1980 e il Vino Nobile comincia una nuova vita.
In aggiunta l'istituzione della Doc Rosso di Montepulciano si affianca a quella del Vino Nobile di Montepulciano, distinguendosi da essa unicamente per quanto riguarda resa per ettaro, gradazione alcolica ed invecchiamento, mentre l'area di produzione è la stessa; è data facoltà ai singoli produttori di indirizzarsi ad una delle due DOC, in considerazione dell'esposizione dei terreni, del decorso climatico della stagione e di tutti gli altri elementi che possono rendere più adatto l'impiego delle uve per la produzione dell'uno o dell'altro vino.
Il passato glorioso e l’importanza del legame tra il territorio di Montepulciano, la sua storia e il Vino Nobile sono tuttora gli elementi essenziali per garantire, nel presente come nel futuro, qualità e autenticità a tutto ciò che viene da questa “terra nobile”
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Enoteca di Ghino Pienza
toscana (siena) pienza

pubblicato il 15/08/2013 22:13:28 nella sezione "Enogastronomia"
L' Enoteca di Ghino si trova in uno degli angoli più suggestivi fra gli austeri palazzi rinasci​mentali di Pienza, città creata da Pio II e recentemente riconosciuta dall' UNESCO patrimonio dell'umanità.​
L' Enoteca si trova in uno splendido locale del centro strorico dove Ghino, il proprietario, accaglie con cortesia tutta la sua clientela e grazie alla sua esperienza, la guida nella scelta dei vini migliori.
Proprio per essere sempre disponibile per tutti i suoi affezionati clienti che, dall'Italia e dall'Estero vengono a trovarlo, Ghino Poggialini ha deciso di abitare sopra la sue enoteca per poterli accogliere in ogni momento con cordialità e famigliarità.

Ghino Poggialini, dopo una lunga carriera in vari locali importanti, soprattutto in Germania e Francia, ha deciso di tornare nella sua Pienza e di dedicarsi alla sua grande passione: i vini e i liquori pregiati. Grazie alle sue conoscenze e alla sua grande tenacia ha cominciato a mettere insieme un assortimento di capolavori che lasciano senza fiato. Ghino ama le sue bottiglie e la sua raccolta di prodotti per questo è da considerare più un collezionista che un commerciante. La sua enoteca è conosciuta da pochi, e quei pochi sono solo grandi intenditori, perché a Ghino piace vendere i suoi esemplari solo a chi è in grado di apprezzarli e capirli.

Nell’ Enoteca è presente una raccolta di circa 2000 etichette dei migliori vini italiani ed esteri, con prezzi che vanno dai cinque euro a qualche migliaio di euro. Tutti questi prodotti sono stati ricercati e selezionati da Ghino alla luce della sua esperienza pluriennale.
Oltre ai vini sono presenti ricche collezioni di grappe, Cognac, Armagnac, Distillati di Frutta e una selezione di olio extravergine di oliva.
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